Il vento è desiderato quando si naviga, ma disprezzato quando si esce dall’acqua

Se anche tu sei un appassionato di kite, sport nautici o amante dell’adrenalina, ti sarà sicuramente capitato di provare la sensazione di navigare con un vento estremamente forte e rafficato. È incredibile quel momento in cui vedi gli alberi piegarsi, la sabbia volare talmente veloce da frustrarti e il kite che mentre s’invola incassa le folate deformandosi. In quell’attimo è il nostro inconscio che prevale, la pazzia e la passione ci spingono a superare i nostri limiti ed uscire dalla zona di comfort. E ne vale sempre la pena.

Ma esiste una grande differenza dalla sessione in sé, dopo la quale torni nel tuo calmo riparo, e vivere in un posto dove il vento soffia forte e incessantemente.

Ti è mai capitato di benedire il momento, alla fine della sessione, in cui il vento smette di soffiare o, più semplicemente, il momento in cui sei finalmente in un posto protetto? Non dirmi di no perché non ti credo.

Il vento è la forza della natura che ci permette di praticare, ma non per questo è sempre piacevole sopportarlo, soprattutto se non siamo in acqua a navigare.
Cosa può spingere, allora, una persona a vivere in un piccolo villaggio nel quale le statistiche di vento sopra i 40 nodi sono tra le più importanti d’Europa?
Tu lo faresti?

La risposta l’ho trovata dopo aver vissuto in queste condizioni per 1 anno durante il mio percorso di istruttore di kite. In questo periodo ho avuto anche il piacere di conoscere due rider locali, ora amici, che si sono trasferiti molti anni fa proprio per beneficiare di questo clima, Jordan Heurto (Jojo) e Jessy Bignon (Jessy).

Ciò che accomuna i due rider della nuova storia, è la loro scelta di seguire la loro passione, quella del kite e dell’”estremo”. Scegliere un luogo che la maggior parte della popolazione, cosiddetta normale, detesterebbe: Leucate-Barcarès.
Entrambi hanno lasciato i loro rispettivi luoghi di nascita e convinto la famiglia a trasferirsi, per avere una vita condizionata dal vento e più a natura d’uomo. Una vita tranquilla, lontano dal rumore della città, ma animata dal fragore del vento, che soffia tenacemente.

La sensazione dei 40 nodi è difficile spiegarla, è qualcosa che ti tocca nel profondo, perché esce dalla razionalità umana. Il telegiornale annuncia “tempesta”, la gente normale si barrica a casa, e loro, armati dei loro kite, escono per provare quelle sensazione di cui non possono fare a meno.

una vita a 40 nodi-Jojo

@Jojo

Ispirazione o pazzia?

Ognuno ha il proprio giudizio in merito, ma io li conosco, e per me sono fonte di ispirazione. Non escono, come degli arroganti, per sfidare Madre Natura. Anzi sono consapevoli delle loro capacità e si lanciano solo dopo aver analizzato dettagliatamente le condizioni metereologiche. Escono in gruppo per aiutarsi l’un l’altro e per motivarsi. È il loro modo per uscire dalla zona di comfort e provare quella scarica di adrenalina tanta cara alla pratica del BIG AIR.

Sono entrambi due rider con molta esperienza e sono ormai anni che praticano. Ma cosa li ha realmente spinti a questa disciplina e a sopportare un vento a 40 nodi tutto l’anno?
Jessy mi ha confidato come il suo ricordo del primo salto, nemmeno 50 cm, è ancora impresso nella sua mente. Quella sensazione di volare che nessuno sport gli aveva mai procurato. Così ne ha voluto sempre di più, fino a che il BIG AIR è divenuta la sua disciplina prediletta.

Jojo invece, mi ha raccontato della prima volta che ha assistito al Mondial du Vent, una competizione storica nel kite che si tiene proprio a Leucate. Il vento era talmente forte che faceva suonare i vetri delle case, e lì Jojo ha visto i migliori rider internazionali prepararsi e competere in quelle condizioni apocalittiche.È stato eccezionale”.

Per entrambi il kite è diventato più che una passione, e vivere in una zona lontana dagli spot era impensabile. Meglio ancora, se quest’area fosse rinomata per essere una delle più ventose in Europa.
Tuttavia, la zona di Leucate non è adatta a tutti. Bisogna avere una passione ed uno spirito di adattamento che escono dalla mentalità propria di chi vive nel comfort di una città.

Ed è proprio questa la riflessione che più mi intriga: vedendo loro, capisco come ogni difficoltà e disagio siano irrilevanti se paragonati alla libertà di coltivare la propria passione.

La conferma arriva direttamente dalle parole di Jessy: “Adoro quella sensazione di vedere la sabbia volare e dirmi, ci vado. Mi sento ancora più libero e il tempo si ferma. La sola barriera è il mio cervello e provo a abbattere tutti i limiti imposti dalla paura e dall’angoscia che mi crea. Il kite è la mia vita, No Wind No Life”.

Il vento come stile di vita, ma anche inconsapevolmente dettame degli umori. “Effettivamente le persone cambiano in funzione delle condizioni metereologiche, nel nord la pioggia, qui il vento” si confida Jojo. “quando subiamo due settimane di fila a 40 nodi le persone possono diventare facilmente irritabili, ma per me è diventato il mio quotidiano, adoro navigare nel vento forte ed il big air è la disciplina che preferisco”.

Jojo e Jessy sono quindi due kitesurfers che hanno trovato la loro dimensione in un luogo dominato da una natura irascibile, ma generosa. Rispettandola e osservandola la capiscono e ne traggono tutti i loro benefici.

una vita a 40 nodi - Jessy

@Jessy

Cosa mi trasmette la sua storia?

Ci sono più fattori da tenere in considerazione.

Il primo è sicuramente la ricerca di trovare un modo di vivere consono alle proprie passioni. Una cosa non sempre facile che presuppone un lavoro di lunga lena, che riesce a far si che la tua passione diventi parte integrante della tua vita, tanto da farti dimenticare gli aspetti sfavorevoli.

Il secondo è circondarti di persone che condividono il tuo modo di vivere. Jessy è abbastanza chiaro quando mi dice: “per vivere in questi posti bisogna amare il vento, e così deve essere per chi ti sta accanto”. Condividere senza chiedere compromessi esagerati che ritarderebbero solo la distruzione di un rapporto.

Terzo, la capacità dell’essere umano di abituarsi ed adattarsi. La frase di Jojo è piuttosto eloquente “non riesco nemmeno a distinguere cosa c’è di particolare a vivere in queste condizioni, talmente sono abituato”. Il nostro pensiero dovrebbe essere focalizzato quindi sul compiere il primo passo, sul tentativo di accettare consapevolmente il presente costruendo le basi per il futuro che desideriamo. In questo modo ogni negatività passerà in secondo piano.

una vita a 40 nodi - jessy e jojo
una vita a 40 nodi - jojo naviga

Il potere di una storia

Spero che questa storia ti sia piaciuta, che ti abbia trasmesso qualcosa e che possa essere fonte di ispirazione per te o per i tuoi progetti futuri.

E ricorda..

Se hai anche tu una storia da condividere, non esitare a scrivermi.

Aspetto tue notizie e sarò sempre contento di diffondere storie vere e genuine di aiuto alla nostra comunità!

GRAZIE PER AVER LETTO