SCALARE IL KILIMANJARO: OBIETTIVO QUOTA 5.895m

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Il Kilimanjaro è la montagna più alta del continente africano e la montagna singola più alta del mondo ed uno dei vulcani più alti del pianeta. Ogni anno circa 25.000 persone provano raggiungere la vetta, ma solo i 2/3 ci riesce. Il problema maggiore è causato dal mal di montagna, considerando che l’ascensione parte da pochi centiania di metri sopra il livello del mare.

Il Kilimanjaro presenta tre crateri, di cui due (Mawenzi e Shira) spenti e uno, Kibo, quiescente ma attivo.

In questo stratovulcano si possono infine trovare quasi tutti i differenti sistemi ecologici: i campi coltivati, la foresta pluviale, la prateria alpina e le piante endemiche, deserti d’alta quota con scarsa vegetazione e la cima con i ghiacciai eterni.

Machame Route

Il punto di partenza del trekking è il Machame gate (1.700m) e si raggiunge direttamente in macchina arrivando dal villaggio di Moshi (830m.s.l.m.). In virtù del fatto che non si passano vari giorni ad alta quota per acclimatarsi, prendere più giorni per l’ascesa e camminare piano (pole pole) è uno dei segreti che la nostra guida, Alì, non ha mai smesso di ripeterci.

Al momento della partenza tutti i gruppi sono riuniti al “gate” per parlare con le guide e preparare lo zaino da portare con sè durante la giornata, perché il resto dell’equipaggiamento sarà caricato sulle spalle dei “portatori”. Normalemente, per un gruppo di 5 persone si hanno 3 guide e più di una decina di portatori, poiché dovranno portare anche tutto il materiale necessario per dormire e mangiare.

Giorno 1 – L’inizio

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Prima di partire è destabilizzante osservare tutti i giovani “swahili” fare la fila per caricarsi tutto il “nostro” materiale sulle spalle come degli asini. La loro forza di volontà e spirito di sacrificio è ammirevole. Stanno al loro posto, aspettano in silenzio, vengono caricati e partono alla volta del rifugio pronti ad allestire il “camp” per noi.

Il cammino tra il Machame gate (1.640m) e il primo rifugio, Machame camp (2.850m) si inerpica su un sentiero che alterna dei momenti semplici a momenti in cui, massi e pietre sparsi di quà e di là, rendono gli appoggi meno stabili. E mentre fatichi con i tuoi 6-10kg sulle spalle ogni tanto senti dei respiri affannati e, quando ti giri per vedere da dove provengono, ti accorgi che sono quei testardi ragazzi che, senza fare una piega, ti sorpassano salutandoti sempre con il loro sorriso stampato sulla faccia rigata dalla classica goccia di sudore.

Arrivati al primo camp le tende sono già pronte e, dopo poco ci vengono servite le popcorn poiché le nostre guide sostengono che sono utili per far venire l’appetito. Infatti, anche se può sembrare assurdo, tra la fatica, l’altitudine e la stanchezza ti capiterà di non voler mangiare ma, visti gli sforzi necessari, mangiare è doveroso.

Punto di partenza
  • Machame Gate (1.640m)

Durata
  • circa 5h-7h

Distanza
  • 11km

Punto di arrivo
  • Machame Camp (2.835m)

Giorno 2 – Una camminata corta ma difficile

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Camminata corta e difficile per raggiungere lo Shira camp (3.810m), ci era stato detto. A noi la sola cosa che è sembrata corretta è la seconda. Infatti abbiamo impiegato 5h30 per arrivare al “camp” passando per sentieri tortuosi, pendenti e pieni di rocce sulle quali bisognava fare attenzione di non scivolare.

Forte di un dolore all’inguine e a causa di un sole molto intenso, sono arrivato a destinazione con un lieve mal di testa. Riposandoci mentre aspettiamo la cena riprendiamo le forze per affrotnare il terzo giorno. Ma prima di andare a dormire assistiamo ad uno splendido tramonto ed una meravigliosa luna piena che spuntava dietro la vetta del monte Kilimanjaro.

Punto di partenza
  • Machame Camp (2.835m)

Durata
  • circa 4h-6h

Distanza
  • 5km

Punto di arrivo
  • Shira Camp (3.850m)

Giorno 3 – Acclimatamento

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Questo è uno dei giorni più importanti per l’acclimatamento. Prima di arrivare al Barranco camp (3.976m) ci si dirige verso le Lava Tower a quota 4.630m. Vista l’altitudine il panorama comincia diventare desertico. Le Lava Tower e la vista sul monte Meru in lontananza sono però molto belle.

Dura prova è soprattutto il sentiero che, passando sulla cresta della montagne, è molto esposto al vento. Il freddo comincia quindi a farsi sentire e, per me che avevo mal di stomaco (classica diarrea del viaggiatore) e mal di testa, questo non era di certo un aiuto.

La giornata è dura è per giungere al Barranco camp abbiamo impiegato circa 6h30. Da questo momento in poi il freddo comincerà ad essere una costante, ed infatti la nottata al Barranco camp è decisamente la più fredda delle tre notti. Un consiglio spassionato della guida è quello di andare al bagno prima di andare a dormire per evitare di svegliarsi nella notte e uscire fuori dalla tenda al gelo ma, quando si hanno problemi di stomaco questo è un’altra storia 😅.

Punto di partenza
  • Shira Camp (3.850m)

Durata
  • circa 4h-5h

Distanza
  • 7km

Punto di arrivo
  • Lava Tower (4.600m)

  • Lava Tower (4.600m)

  • circa 2h-3h

  • 3km

  • Barranco Camp (3.900m)

Giorno 4 – Dormire in tenda a 4.600m

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Il quarto giorno inizia subito forte, infatti la prima parte del sentiero più che una camminata sembra un’arrampicata. E’ il Barranco Wall, circa 257m di muro. Da notare la solità abilità dei portatori che, tra una roccia e l’altra giocano a fare gli equilibristi con un grande zaino sulle spalle e dei fardelli sopra la testa.

Finita la salita si arriva in uno dei posti più belli di tutto il trekking con una vista incredibile sul Kilimajaro e sulla vallata circostante. Siamo a 4.200m ed un tappeto di nuvole rende il panorama quasi finto. Solo la vista del Monte Meru ti fa capire che è tutto vero. Scendendo dall’altro versante, prima di arrivare al “lunch point”, si passa l’ultimo fiume dove poter riempire le riserve d’acqua. Da qui in poi l’uso dell’acqua dovrà quindi essere limitato al solo bere e mangiare, non ci sarà possibilità si sprecarla per lavarsi.

Siamo così arrivati al Barafut camp a 4.680m dove abbiamo abbiamo trascorso la nostra ultima notte prima dell’ascesa finale. Secondo la tabella di marcia avremmo dovuto cenare verso le 17h30 ma, tra una cosa e l’altra, abbiamo mangiato alle 19h. In un mondo normale non è un grave danno, ma considerando che avevamo la sveglia alle 23h30 me metterci in marcia a mezzanotte, non ci rimaneva molto tempo per riposarci.

La notte è stata gelata e dormire è risultato difficle.

Punto di partenza
  • Barranco Camp (3.900m)

Durata
  • circa 8h-10h

Distanza
  • 9km

Punto di arrivo
  • Barafut Camp (4.680m)

Giorno 5 – In cima

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Il giorno dell’ascesa finale. Sveglia alle 23h30 e incontriamo le nostre guide per gli ultimi preparativi. Dopo averci messo in guardia sul nostro abbigliamento, avvertendoci che avrebbe fatto molto freddo, abbiamo finito di prepararci e siamo partiti tutti insieme.

Il freddo si faceva sentire sin dall’inizio e la camminata era molto ripida e procedevamo lentamente. Più salivamo più il freddo penetrava nelle ossa e si insinuava nei nostri corpi. Le parti più fragili, le estremità delle mani e dei piedi, sembravano congelarsi.

Continuando verso la vetta i primi malori cominciano a sopravvenire e due amici del nostro gruppo accusavano dei problemi dovulti all’altitudine. Era buio e la salita sembava non finire mai così dopo avere domandato per l’ennesima volta quanto mancasse (la guida ci aveva messo in guardia di non chiedere perché sarebbe stato peggio), la guida ci risponde che eravamo a metà del percorso. Aspettavo tutto ma non di certo questa risposta.. ero stanco e volevo arrivare. Parlando con la nostra guida decidiamo di dividere i due gruppi, così i nostri tre amici restano con due guide e io e la mia ragazza partiamo con Alì.

Dopo esserci messi d’accordo con Alì cominciamo a tagliare dritti pre la montagna non rispettando più la serpentina. Alì teneva un occhio su di noi e, non riscontrando nessun problema salutare abbiamo proseguito a velocità più sostenuta. Era ancora notte quando siamo giunti a Stella Point (5.739m). Eravamo alle stelle pensando di essere giunti in cima. Dopo aver preso una foto Alì ci ha dato la notizia che mancavano ancora alcuni metri (156m) prima di arrivare veramente in vetta.

Stella Point è il punto dove più del 60% delle persone si fermano. Devo essere onesto che ci ho pensato anche io ma poi, rimessa la macchinetta fotografica nella borsa, siamo ripartiti. Eh voilà, dopo un grande sacrificio in circa 6h siamo arrivati alla tanto desiderata Ururu Peak a 5.895m.s.l.m.

Si consiglia di restare circa una ventina di minuti in vetta così, dopo aver celebrato la riuscita, abbiamo cominciato la discesa. Noi pensavamo che il peggio era passato ma, in alcuni casi la discesa è peggio che la salita. I quadricipiti erano completamente in fiamme e il terreno, pieno di sassolini e scivoloso, rendeva il tutto ancora più complicato. Varie pause, ed un senso di nausea costante, hanno accompagnato la discesa. Alle 8h30 eravamo al Barafut camp ottenendo un meritato riposo.

Sveglia nel primo pomeriggio prima di scendere all’High Camp (3.795m), stop scelto dai nostri amici poiché preferivano lasciare più cammino per l’indomani invece di continuare fino al Mweka Camp.

Punto di partenza
  • Barafut Camp (4.680m)

Durata
  • circa 6h-8h

Distanza
  • 5km

Punto di arrivo
  • Ururu Peak (5.895m)

  • Ururu Peak (5.895m)

  • circa 5h-8h

  • 12km

  • High Camp (3.950m)

Giorno 6 – Celebrazione

festeggiando-il-Kilimajaro

E’ l’ultimo giorno e la sveglia suona presto. Alle 6h30 apriamo gli occhi e alle 7h eravamo già in cammino. La discesa è stata dura, vista la fatica accumulata il giorno precedente, ma tutto è andato per il meglio. La firma sul “famoso libro” del Kilimajaro è stata la consacrazione della nostra scalata, infatti ogni visitatore del parco deve firmare e lasciare un commento della sua avventura.

Due delle tre guide che avevamo hanno accettato il nostro invito per festeggiare insieme, così io, la mia ragazza, i nostri tre amici francesi insieme a Philip e Alì abbiamo brindato a suon di birre..

Punto di partenza
  • High Camp (3.950m)

Durata
  • circa 3h-5h

Distanza
  • 10km

Punto di arrivo
  • Mweka Gate (1.640m)

Info utili

Almeno 5 giorni di ascesa ed uno di discesa per poter acclimatarsi. Ogni giorno supplementare incrementerà le vostre possibilità di riuscita.

Tutto l’anno è possibile scalare il Kilimanjaro.

  • I mesi più piovosi sono Aprile, Maggio e Novembre.
  • I mesi più freddi tra Giugno e Settembre.
  • I mesi più caldi sono Gennaio e Febbraio.

I mesi sconsigliati sono sicuramente quelli più umidi.

Uno zaino di circa 5-6kg sarà sulla tua schiena e al portatore dovrai dare uno zaino di non più di 15kg. Il resto potrai arrangiarti con l’hotel dove dormi per lasciarlo in custodia.

In tenda, quindi portati un sacco a pelo caldo, che resista a temperature di -5° almeno (più caldo è meglio), e dei vestiti termici.

Non dimenticare vesiti caldi, guanti, buon impermeabile in caso piova, crema solare e protezione per le labbra.

Calcola come minimo 100€ al giorno. In più almeno altri 100€ a testa per la mancia complessiva tra portatori e guide. Spesso le guide possono chiederti di più, così come le agenzie.

Tra le varie “route” disponibili io ho scelto la MACHAME ROUTE, perché il percorso offriva tutto quello che cercavo e durava il giusto.

  • Rongai route, parte dal versante nord della montagna e scende per il versante sud. Solitamente dura 6 giorni di trekking ed è relativamente semplice. Però è uno dei percorsi più costosi e meno belli dal punto di vista del panorama.
  • Marangu Route, è riconsciuta per avere dei percorsi facilmente percorribili. Inoltre è l’unica ad avere delle capanne per dormire lungo il trekking. Dura 5 giorni il che è una delle maggiori cause di fallimento degli scalatori, così come pensare che più facile voglia dire “adatta ad i turisti”.
  • Shira Route, parte più ad ovest e incrocia la Machame route, anche se si possono effettuare delle varianti. Essendo l’inizio più distante, anche il costo è maggiore rispetto alla Machame route. Come la Machame è adatta a chi ha un buon livello di trekking e non ha problemi a dormire per più giorni in tenda. Ottimo tasso di riuscita.
  • Lemosho Route, come Shira parte da ovest e raggiunge la Machame Route. E’ una delle più lunghe perché i primi giorni si passano nella foresta pluviale dove si può avvistare della fauna selvatica. Per via di queste ragioni diventa un’opzione più cara. Per il resto resta simile alla Shira route.
  • Umbwe Route, anche se non è tecnica, è la più diretta, ripida e difficile. Raggiunge il Barranco camp alla seconda sera, mentre le altre strade la raggiungono alla terza o quarta sera. E’ richiesta esperienza nello scalare delle montagne per avere più probabilità di riuscita.
  • Machame Route, relativamente dispendiosa dal punto di vista fisico ha un buon tasso di riuscita, circa il 60%. Scegliendo tra 6 e 7 giorni avrete buone possibilità di riuscere a ben acclimatarvi. Si dorme sempre in tenda e si deve superare il Barranco Wall, una ripida montagna di 156m. E’ forse la strada con i panorami più belli, ragione per la quale è una delle più popolari.

Per informazioni più complete potete visitare il sito internet www.mountkilimanjaroguide.com.

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GRAZIE PER AVER LETTO