L’Hydrofoil non resta di certo inosservato la prima volta che lo si vede, e sono sicuro che anche a te sia balzata in testa l’idea di iniziare vedendo dei rider volare in sella alla loro “tavola magica”. Pericoli, difficoltà ed altri interrogativi ti saranno sorti arginando la tua voglia di iniziare.
E’ assolutamente normale, tutti ne abbiamo avuti all’inizio.
Infatti, quando si comincia l’hydrofoil si viene assaliti dalla frustrazione del dover quasi riapprendere a fare kitesurf. La maggior parte della gente comune alle prime uscite non riesce neanche a fare un semplice waterstart.

Perché?
L’equilibrio è differente, la gestione dell’ala deve essere quasi impeccabile, ed ancora la paura di farsi male ti porta a commettere errori di pilotaggio che in situazioni normali non avresti commesso.
Ti sembra incredibile, provare per credere!

Ma non preoccuparti, perché l’hydrofoil resta alla portata di tutti. Se infatti il freestyle è una disciplina che avvicina soprattutto i giovani, l’hydrofoil è spopolato tra i pensionati e le persone più mature, attratte dal senso di libertà e di armonia che si prova, una volta imparata la tecnica.

Ma veniamo a noi.

“Mi capita troppo spesso di andare su uno spot e vedere delle persone che combattono con il loro materiale pur di riuscire a tenere qualche metro sulla tavola. E mi sembra di rivivere i miei primi inizi: il risultato della mia prima sessione è stata una slogatura alla caviglia, il foil rovinato e tanta frustrazione. Se questo ti dice qualcosa, allora non perderti il seguito.

Ecco perché ho scritto quest’articolo con le 7 riflessioni da tenere a mente quando si inizia l’hydrofoil, per non fare i miei stessi errori.

Scegli il materiale adatto

Per materiale intendo sia il supporto sotto i piedi, sia la vela.

In linea generale è bene prendere in considerazioni l’idea di iniziare con un piantone corto, circa 60 cm, una vela con molta portanza e una tavola di dimensione tali da garantire un buon galleggiamento.

LA VELA: Ti sconsiglio vivamente di scegliere un c-shape. Se ne hai la possibilità puoi cominciare con i foil (ali cassonate), se sei in grado di pilotarle, altrimenti orientati verso ali leggere (con un solo strut principale) o altri modelli pensati apposta per per il freeride. Io navigo con Duotone e ti posso dire con certezza che cominciare con una Vegas non è la migliore soluzione. È sicuramente meglio una Mono per il vento leggero, o una NEO/ EVO se il vento è un pò più forte in quanto ti garantisce più rigidità e una migliore performance.

HYDROFOIL: In primis evita di farti attrarre dal primo annuncio che trovi su internet solo perché economico. È imprescindibile verificare se l’attrezzatura sia orientata ad una pratica “freeride” o “race”. Prediligi dunque un set up che ti garantisce più portanza e meno velocità, piuttosto che il contrario.
Secondo, un piantone più corto può essere utile per partire con fondali più bassi (pratico soprattutto con un vento on shore) e riduce i rischi di prenderlo in testa quando cadi.

LA TAVOLA: Molti sono gli aspetti da prendere in conto, ma uno dei più importanti all’inizio è il galleggiamento. Infatti, più galleggia e più sarai facilitato nella partenza, nel controllo a basse velocità e quindi nelle prime transizioni.

In conclusione, il materiale è importante per accelerare l’apprendimento e limitare i rischi di infortuni.

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Quali sono i pericoli e cosa è meglio indossare

L’hydrofoil a differenza di un surfino o di un TT è costituito da componenti spesso affilate che possono procurare tagli o forti contusioni. Un piantone più corto ed un materiale meno affilato sono consigliati all’inizio.

Le maggiori preoccupazioni sono rappresentate dalle slogature alle caviglie (il piede rimane bloccato nello strap), dai tagli (ai piedi quando si urtano le ali sott’acqua o sul corpo/sulla testa quando si cade in maniera maldestra) o ancora da un colpo dovuto al ritorno della tavola (l’hydrofoil ha un’inerzia maggiore rispetto ad un TT o un surfino).

Quindi la risposta è si, bisogna fare attenzione perché ci si può fare male.

Un gilet di protezione ed un casco sono fortemente consigliati.

Con o senza strap

Per una questione di sicurezza è meglio andare senza strap per non rischiare una slogatura alla caviglia. Per una questione di facilità è meglio lasciarli, o il waterstart diventerà una vera agonia.

Il mio consiglio è quello di levare lo strap a poppa, e lasciare solo i due strap a prua molto larghi. L’obiettivo è di utilizzarli solo per l’avvio e regolarli in maniera tale da levare il piede con facilità in caso di necessità.

Cosa fare per evitare di farsi male

Come già detto è necessario, se si mettono, regolare gli straps in maniera che siano molto lenti, per non restare ancorati con i piedi in caso di capitolazione.

Fare attenzione al movimento dei piedi allorché sei a prossimità del tuo hydrofoil (quando si nuota accanto alla propria tavola, spesso ci si dimentica che il piantone può essere lungo più di 1m, ed ogni movimento troppo brusco può costarti caro se percuoti una delle parti taglienti).

Non cercare di riprendere equilibrio in fase di caduta bensì cerca di catapultarti il più lontano possibile aiutandoti con il movimento della tua ala. Al contrario del TT o del surfing, tentare di ritrovare l’equilibrio può portarti ad una caduta più violenta e maldestra, rischiando di sbattere proprio sul piantone o sulle ali.

Cominciare dietro una barca. Fare wake foil è un’ottima soluzione per perfezionare l’equilibrio e le diverse andature, senza curarsi della gestione dell’ala. L’obiettivo è avere le prime sensazioni: waterstart, navigare a contatto con l’acqua e capire che per volare è necessario o far pressione sulla gamba posteriore, o aumentare la velocità (pilota da gas, o rider muove l’ala). Entrambi gli esercizi sono interessanti.

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Perché è difficile all’inizio: un consiglio pratico

L’hydrofoil aggiunge una difficoltà superiore derivante da una maggiore instabilità della tavola poiché non più a contatto con l’acqua. Tutti e tre i movimenti rotatori, rollio (roulis-roll), beccheggio (tangage-pitch) e imbardata (lacet-yaw) sono più accentuati e trovare il giusto bilanciamento non è facile.

Quindi la risposta base è si, l’hydrofoil è più difficile e tecnico, soprattutto all’inizio, rispetto ad un TT o un surfino.

Per ovviare, oltre ad allenarsi sui supporti sopra citati per acquisire le basi, ti consiglio di migliorare il tuo equilibrio e la tua propriocezione. E parlo di qualunque esercizio che comporta la gestione di un disequilibrio e l’attenta gestione del peso che generiamo con i due piedi: lindoboard, swiss ball, skate carver, etc. Questi esercizi non ti garantiscono la riuscita immediata ma ti frutteranno delle capacità importanti per arginare e controllare il movimento della tavola.

I fondamentali da avere

Nella pratica dell’hydrofoil la gestione dell’ala è primordiale. Bisogna essere in grado di gestire la potenza e la stabilità in tutte le condizioni di vento (ogni manovra brusca incide negativamente sull’equilibrio). Sarebbe ideale che tu sappia manovrare un’ala con vento leggero, circa 7-8 nodi, perché da un lato è sinonimo di ottimo pilotaggio, e dall’altro perché mano a mano che migliori sarai portato a navigare con queste condizioni.

Saper navigare senza volare come se avessi un surfino. All’inizio non cercare di sollevare la tavola, ma semplicemente scivola sull’acqua come se l’hydrofoil non esistesse. Una volta che hai preso familiarità vedrai che aumentando la velocità e dando pressione sulla gamba posteriore la tavola decollerà progressivamente.

Body drag per allontanarsi dalla riva (in caso di vento on – side-on shore) e per ritornare in caso il vento sia troppo leggero per il waterstart. Nel primo caso il piantone rischierà di toccare il fondale, quindi sarai obbligato a spingerti più lontano per iniziare la navigazione. Nel secondo caso ti sarà utile per ritornare alla spiaggia qualora non riuscissi a salire più sul supporto per mancanza di vento.

Waterstart in kite o in wake. Se sei già ad uno stadio di pilotaggio avanzato, pratica ricorrente di snowkite o landkite, è raccomandabile fare una prova dietro una barca per capire l’equilibrio e la ripartizione dei pesi su una tavola di hydrofoil. Se invece sei un novizio, affinare il tuo pilotaggio e sapere eseguire una partenza con un TT o surfino (dietro una barca o con il kite) è fortemente consigliato per senitre le prime sensazioni. Anche se la posizione da assumere su un TT e un hydrofoil non è la stessa, ti sarà d’aiuto.

Infine, saper navigare con una tavola direzionale ti faciliterà la progressione e l’apprendimento di nuove manovre. Il cambio di piedi e di direzione si basano sulle stesse tecniche, cambia solo la stabilità e l’equilibrio.

Con quali condizioni è meglio iniziare?

VENTO: un vento stabile e leggero è indice di maggiore sicurezza. Cominciare con una tramontana a 10-30 nodi potrebbe lasciarti dei brutti ricordi.
Un vento side-on shore o side shore è l’ideale. Un vento off oppure on shore non è consigliato. Perché? Il primo, se non riesci a navigare, ti spinge a largo. Il secondo ti costringe ad allontanarti molto dalla riva in body drag (difficile in caso di vento molto leggero) per evitare di rompere l’attrezzatura toccando il fondale e farti male a causa di una caduta maldestra e inaspettata.

STATO DEL MARE: l’acqua calma faciliterà di molto la stabilità della tavola. Cominciare con acqua mossa ti renderà il compito più arduo poiché dovrai avere più controllo per passare le onde e per poter effettuare i primi viraggi.

TAGLIA DELLA VELA: anche se solitamente si privilegia una taglia d’ala più piccola rispetto a quella che si utilizza con un normale TT, all’inizio ti consiglio di non sottoinvelarti troppo, altrimenti rischi di non riuscire ad alzarti e rendere la sessione un inferno. Devi avere abbastanza power come se volessi fare un waterstart in TT, questo ti aiuterà a salire e fare i primi bordi senza necessariamente volare realmente.

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Conclusione

Questo articolo vuole essere una base di riflessione, e non una guida da seguire alla lettera, non essendo sempre possibile cominciare con le condizioni più vantaggiose al 100%. Ti consiglio comunque di tenere questi punti a mente.

Se i pionieri del nostro sport hanno iniziato con ali a due linee, senza depower e senza leash, tutto è possibile!
L’importante è fare le cose con la testa ed essere consapevole dei rischi.

RIDE SAFE e, qualora pensi che ci siano dei consigli o riflessioni da aggiungere, non esitare a commentare l’articolo. Il tuo aiuto è ben accetto!

GRAZIE PER AVER LETTO